Proposta al Ministero dell'Interno per la categoria degli Investigatori Privati
Pubblicazione del 29/11/2006
Di seguito riportiamo la proposta che la Federpol (Associazione della categoria degli Invesigatori Privati) ha inviato al Ministero dell'Interno con l'auspicio di riuscire a cambiare la normativa vigente in materia, normativa che risale al 1931 nel Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.).

AL MINISTERO DELL’INTERNO
C.A. PREFETTO GIULIO CAZZELLA
Piazza Del Viminale, 1
Roma

Cologno Monzese, 15 novembre 2005

OGGETTO: REGOLAMENTO.

Gentile Prefetto Cazzella,

in riferimento alla Sua gradita richiesta di fornire suggerimenti circa la regolamentazione della materia investigativa in via amministrativa, preliminarmente cito un parere del Consiglio Superiore della Magistratura Prot. N. 4276 13-89/87R11 del 17.3.89), nel quale a seguito di un parere richiesto dal Ministro di Grazia e Giustizia, il Consiglio stabiliva che “..(…) si impone sicuramente una contestuale profonda revisione di tutta la normativa concernente gli istituti di investigazione privata, attualmente contenuta nel TULPS (cfr. artt. 133 e segg. della legge e 257 e segg. del regolamento di esecuzione). Infatti tale disciplina, risalente a quaso 60 anni, risulta assolutamente inconciliabile con le modalità di esercizio dell’attività investigativa finalizzata alla ricerca di elementi di prova destinati ad un uso (seppure solo eventuale) processuale. “ (Pag. 19).

In considerazione del dibattito legislativo degli ultimi anni in materia di investigazione, si possono delineare le priorità da affrontare per riformare in via amministrativa l’investigazione privata:

1) Qualificazione dei Titolari con elevazione degli standard di accesso alla professione.

La discrezionalità attualmente consentita ai funzionari prefettizi contrasta con la reale portata dell’attività investigativa: se da un lato all’i.p. è consentito di fornire prove in sede processuale finanche penale, dall’altro non esiste una precisa regolamentazione per la concessione del titolo autorizzatorio. Ne consegue che l’ottenimento della licenza avviene in forma pressoché automatica; al contrario, qualora negata, viene ottenuta attraverso un semplice ricorso al T.A.R., che analizza il semplice dettato normativo vigente.

Alcuni punti sono essenziali sia per garantire il corretto svolgimento dell’attività, sia per tutelare la società (soggetti attivi, passivi e terzi d’indagine):

a. Istituzione di un elenco nazionale presso il Ministero dell’Interno, accessibile da chiunque, recante i dati dei titolari autorizzati, la sede, la Prefettura che ha rilasciato la licenza.
b. qualifica con titolo di studio (inserimento dell’obbligo del diploma di scuola media superiore o, meglio del diploma di laurea in materie giuridiche).
c. provata esperienza (introduzione dell’obbligo di praticantato, esercizio della professione per due anni consecutivi negli ultimi cinque anni presso un investigatore privato autorizzato, con assunzione di responsabilità da parte dell’i.p. titolare, il quale dovrà specificare le mansioni ricoperte all’interno della propria struttura da parte del collaboratore regolarmente segnalato).
d. disponibilità di mezzi per la realizzazione del programma professionale (presentazione, contestualmente alla richiesta di autorizzazione, del progetto che si intende realizzare, contenente l’attività da svolgere, i mezzi disponibili, la preparazione specifica maturata, eventuali esperienze pregresse, idoneità della sede operativa).
e. Rilascio da parte del Ministero dell’interno di un tesserino identificativo per i titolari iscritti nel registro, avente valore equipollente ai documenti rilasciati dalla P.A., contenente i dati anagrafici del titolare, la qualifica, l’anno di inizio attività, nr. di iscrizione nel registro, indirizzo della sede operativa). Tale tesserino dovrà essere esibito su richiesta, varrà per accedere presso gli uffici della P.A. (es. Tribunali), nonché per l’ottenimento dei documenti probatori (uffici anagrafici, ecc).
f. Obbligo di frequentare e ottenere il relativo attestato per corsi di aggiornamento annualmente organizzati dall’Associazione di categoria su tematiche inerenti lo svolgimento dell’attività.

2) Qualificazione dei collaboratori investigativi

a- Obbligo di segnalazione alla Prefettura di competenza.
b- Obbligo del titolo di studio di scuola media superiore.
c- Rilascio da parte del Ministero dell’interno di un tesserino identificativo per collaboratori, contenente i dati anagrafici del titolare e del collaboratore, la qualifica di collaboratore, l’anno di inizio attività, indirizzo della sede operativa). Tale tesserino dovrà essere esibito su richiesta, varrà per accedere presso gli uffici della P.A. (es. Tribunali), nonché per l’ottenimento dei documenti probatori (uffici anagrafici, ecc), solo con specifica delega del Titolare.
d- possibilità di utilizzare di collaboratori anche NON cittadini italiani, purchè evidentemente in regola con il permesso di soggiorno, superando le limitazioni indicate dal Testo Unico rese ormai anacronistiche dai cambiamenti della società.
e- Obbligo di frequentare e ottenere il relativo attestato per corsi di aggiornamento annualmente organizzati dall’Associazione di categoria su tematiche inerenti lo svolgimento dell’attività.

3) Operatività degli investigatori privati.

Informazioni commerciali, investigazioni private, sicurezza investigativa, precisamente:

Informazioni commerciali, intendendosi per tali: la raccolta, il trattamento, la comunicazione e, qualora consentita dalle disposizioni vigenti in materia di tutela dei dati personali, la diffusione di dati economici, personali, professionali, acquisiti e trattati esclusivamente per finalità commerciali e non giudiziarie del committente, mediante un'attività professionale, svolta anche attraverso l'ausilio di albi, registri, repertori o elenchi accessibili in via informatica o telematica;
Investigazioni private, intendendosi : la raccolta informativa, documentale e attraverso attività di osservazione diretta di dati finalizzati alla tutela, difesa ed esercizio di interessi legittimi in qualunque sede giudiziaria e stragiudiziaria, anche in via preventiva.
Sicurezza investigativa, intendendosi per tale l’espletamento di servizi di carattere investigativo (osservazione e annotazione), che non comportino l’uso di armi e divise, volti alla tutela preventiva di diritti giuridicamente rilevanti dei privati, anche attraverso l’analisi dei rischi, lo studio, la progettazione, l’attuazione e il coordinamento di piani per la salvaguardia dei diritti personali, patrimoniali e aziendali, ivi compresi i servizi di bonifica, nonché i servizi di antitaccheggio consistente nella raccolta di informazioni e di altri elementi utili a individuare le cause di ammanchi di merce o di altri beni e nell'indicazione delle possibili misure da adottare; servizi di carattere investigativo come la gestione di sistemi di video sorveglianza di sicurezza o di tele allarme; i servizi di vigilanza e di sicurezza connessi ad attività di trattenimento o di spettacolo, che non comportano l'uso di armi o altri strumenti di coazione, svolti anche a tutela della incolumità degli artisti e degli spettatori; attività di osservazione diretta permanente presso privati, aziende, enti pubblici, finalizzati al controllo accessi e custodia beni, escluso l’intervento diretto.


4) Strumenti investigativi.

Affinché 1- sia garantita una corretta e pertinente circolazione delle informazioni, suscettiva di idoneo controllo da parte delle autorità preposte, sia concomitante che successiva all’acquisizione, e 2- sia tutelato il costituzionale diritto dei committenti di esercitare i propri diritti attraverso l’attività investigativa di reperimento delle prove, è necessario che siano certi e snelli gli accessi alle informazioni che possono costituire prova, al pari delle Forze dell’ordine:

1. Osservazione diretta (appostamento e pedinamento)
2. Raccolta informativa e documentale (p.e. certificati, dichiarazioni, ecc)
3. Previa richiesta scritta:
• -accesso ai dati anagrafici attuali e storici
• -accesso ai casellari giudiziari per conoscere precedenti penali e carichi pendenti
• accesso preferenziale ai dati PRA e Motorizzazione (targa e nominativo), Inps, Inpdap, Tesoro, Ufficio del Registro, Ufficio delle Entrate, , Registro Navale.
• possibilità di conoscere intestatari di utenze fisse e mobili.
• possibilità di richiedere tabulati del traffico telefonico di utenze fisse e mobili.
possibilità di ottenere informazioni presso comandi di CC.,PS. GdF, Polizia Locale, Capitaneria di Porto e altri organi dello stato.
• Accesso agli archivi delle compagnie aeree per verificare la presenza di passeggeri sui voli.


5) OBBLIGHI

1. Introduzione dell’obbligo ad assumere incarichi scritti
2. Introduzione dell’obbligo a redigere in lingua italiana il rapporto definitivo che contenga gli esiti delle operazioni svolte, da consegnare al Committente. Se trattasi di servizi continuativi, l’obbligo sarà periodico.
3. Obbligo di bloccare i dati contenuti nel rapporto e conservarlo per un periodo di cinque anni, con finalità di controllo circa la legittimità delle fonti e l’acquisizione delle informazioni.
4. Obbligo della tenuta del registro di P.S. (stabilendo preventivamente specifici obblighi di compilazione in modo uniforme per tutto il territorio Nazionale), con annotazione di numero progressivo per anno, data, presunta durata dell’investigazione, dei dati del Committente, della natura dell’investigazione (omettendo i dati degli indagati, come da parere del Consiglio Superiore della Magistratura), degli esiti delle indagini.
5. Istituzione dell’obbligo di attenersi a delle tariffe nazionali, stabilite nei valori minimi e massimi, determinate di concerto tra il Ministero dell’Interno la Federpol, tenuto conto dei costi minimi sindacali del personale impiegato (ENBISI), per ogni tipo di servizio investigativo.
6. Obbligo ad esibire il registro di P.S. su richiesta scritta dell’ufficio competente all’ispezione amministrativa. Copia della richiesta (recante i dettagli di coloro che effettuano all’ispezione la data il luogo e l’ora), dovrà essere conservata nel registro stesso ad opera del titolare, unitamente ad un verbale di ispezione.


6) TERRITORIALITA'

Come ormai consolidato da giurisprudenza, Consiglio di Stato, CSM, l’investigatore privato deve assumere l’incarico scritto da committente nel territorio della Prefettura entro il quale intende esercitare la professione, secondo il progetto presentato unitamente alla richiesta, ma l’espletamento degli incarichi può essere esteso a tutto il territorio nazionale, attraverso attività investigativa consentita di ogni genere. Si esclude il caso in cui l’attività investigativa sia esercitata in forma stabile, circostanza per la quale deve essere data comunicazione al Prefetto di competenza.

***

Rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti, l’occasione è gradita per porgere i saluti più cordiali.

LAURA GIULIANI
PRESIDENTE NAZIONALE FEDERPOL



FEDERPOL

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