Studentesse fuori sede per i parenti Squillo a casa di due ignare anziane
Pubblicazione del 30/03/2007
CINTE, scarpe, borse firmate. Abiti di gran lusso. E poi gioielli, telefonini ultimo grido, il portafoglio sempre pieno di contanti. Portafoglio di coccodrillo, ça va sans dire. Che tutto questo fosse, come dire, indice di qualcosa d’insolito, i genitori delle due ragazze, entrambe studentesse fuori sede nella Capitale, alla fine non potevano non notarlo. Ma da qui a ipotizzare una vera e propria doppia vita, per le figliole, ce ne passa. Forse per questo, per almeno un anno, le due fanciulle, entrambe 24 anni, tutte e due originarie di Mantova, hanno serenamente e proficuamente continuato a svolgere il lavoro più antico del mondo: insospettabili squillo che ricevevano i clienti nell’appartamento messo a disposizione, in modo del tutto inconsapevole, da due anziane sorelle che credevano di aver trovato delle amorevoli badanti. Ben diversa la realtà. Le ragazze, in cambio di vitto e alloggio, avevano trovato una splendida alcova dove accogliere la clientela. Semplicemente, bastava mettere qualche goccia di tranquillante nella ministrina delle due signore assicurandosi un lunghissimo dopocena senza interferenze. La storia, come detto, è venuta fuori quando i genitori hanno cominciato a fiutare qualcosa di strano nella grande disponibilità di denaro delle ragazze. Per questo hanno contattato un investigatore privato, Bernardo Ferro, titolare de La Segretissima, che ha iniziato il lavoro. Non ci è voluto molto per scoprire che le due studentesse fuorisede, iscritte alla Facoltà di Lettere della Sapienza, in realtà non frequentavano per nulla le lezioni e avevano sostenuto solo un esame. Non solo. Le «bandanti» distribuivano nei locali notturni bigliettini col nome e il numero di cellulare e venivano raggiunte dai clienti telefonicamente contrattando direttamente la prestazione. Anche uno dei Marlowe dell’agenzia di Ferro ha deciso di provare. Ha preso contatti con una delle ragazze e si è presentato nell’appartamento, in zona Appio San Giovanni, con una microcamera nascosta per filmare la scena. Cento euro per venti minuti la richiesta, che l’investigatore ha pagato chiedendo di andare in bagno. All’uscita, dicendo di sentirsi poco bene, se n’è andato lasciando i soldi alla squillo. Ma con in tasca ormai le prove dell’attività delle due studentesse. Il via vai di uomini nell’abitazione, documentato con filmati e fotografie, ha completato il lavoro. Smascherando le due badanti a luci rosse: guadagnavano dai cinquecento ai mille euro al giorno. E nei week-end tornavano a casa a Mantova firmate dalla testa ai piedi.


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