Sequestro e morte del piccolo Tommy: parla Gagliostro
Pubblicazione del 14/05/2008
In corso il processo per il sequestro e la morte del piccolo tommaso onofri ma qualcosa di irrisolto c'è ancora......

“… Chi ha ordinato il sequestro del piccolo Tommaso Onofri è ancora libero… si mostra alle telecamere, continua a parlare con i giornalisti, prima e dopo le udienze”.

Sono pesanti le accuse che arrivano dal carcere di Ferrara. Un collaboratore di giustizia dice di conoscere i nomi dei mandanti del sequestro di Tommy, il bimbo di 17 mesi ucciso subito dopo il rapimento avvenuto il 2 marzo del 2006 a Casalbaroncolo, alle porte di Parma. Per quel sequestro e per quella morte sono in carcere Mario Alessi, la moglie Antonella Conserva e Salvatore Raimondi, condannato a 20 anni con rito abbreviato. Ma ci sarebbero altri responsabili.
A indicare i nomi dei presunti mandanti è un collaboratore di giustizia, Pasquale Gagliostro, 47 anni, di Palmi. Prima di pentirsi era affiliato alla cosca dei Parrello, conosciuto con il soprannome di "il pistolero". Nel '93, mentre rientrava a casa, subì un agguato a colpi di fucile armato a pallettoni; fu ferito gravemente ma si salvò ottenendo la sorveglianza speciale. Decise quindi di collaborare, una decisione dalla quale i genitori e la sorella si dissociarono. Nell' aprile del 1995 la collaborazione di Gagliostro con gli inquirenti portò a 30 arresti. Noi di Visto abbiamo trovato due lettere scritte da Pasquale Gagliostro, una è indirizzata ad Antonella Conserva. Il pentito evidentemente conosce bene l’ex compagna di Alessi e la invita a parlare, “a dire tutto quello che sa”. Nell’altra invece il 47enne di Palmi fa riferimento alle indagini. La lettera è del 29 ottobre scorso. Impossibile comunicare con Gagliostro, difficile far parlare il suo legale, Luca Berni. Ma alla fine il granitico avvocato di Parma ci conferma un interrogatorio dell’agosto del 2007… “c’ero ma non posso rivelare il contenuto delle dichiarazioni fatte dal mio cliente”. Pasquale Gagliostro in qualità di persona informata dei fatti avrebbe parlato di un duplice omicidio di “lupara bianca” collegato a un traffico di stupefacenti, avrebbe indicato i nomi di alcuni personaggi importanti che avrebbero favorito la latitanza del boss della ‘ndrangheta Michele Zagaria, infine avrebbe aggiunto dei tasselli importanti sull’organizzazione del sequestro del piccolo Tommy.
“Pasquale Gagliostro compare da subito nell’inchiesta…il mio cliente fornì nell’immediatezza del rapimento informazioni importanti”. Il nome del pentito arrivò agli organi di informazione nelle prime fasi delle indagini “prima ancora che il mio cliente parlasse con gli investigatori”.

Al tam tam di notizie e indiscrezioni si aggiunse una telefonata arrivata in diretta a una nota trasmissione televisiva. Una voce femminile attribuita alla nipote di Pasquale Gagliostro raccontò di un uomo inaffidabile, di un opportunista… “c’è un fax inviato da Gagliostro alla procura di Parma nel settembre del 2005. In quel fax il mio cliente chiede di parlare con i magistrati, dice di avere informazioni importanti. Il piccolo Tommaso Onofri sarà rapito e ucciso nel marzo del 2006”. Un mese prima di quel fax, nell’agosto del 2005 Pasquale Gagliostro, libero e residente a Parma, sarebbe stato contattato da un pregiudicato, T. D’A., da Mario Alessi e Salvatore Raimondi. I tre avrebbero parlato di un sequestro organizzato a Parma. “Il mio cliente, continua l’avvocato Berni, sarà arrestato da lì a poco per scontare una pena residua… nonostante il fax, inviato con largo anticipo alla procura, sarà convocato dai magistrati solo dopo il rapimento del bambino”. Il pregiudicato indicato da Gagliostro è mai stato interrogato? “Non mi risulta che sia mai stato sentito”. Sono stati fatti altri riscontri sulle dichiarazioni rese da Gagliostro? “No, non è stata fatta alcuna indagine”. Forse perché non è stato ritenuto attendibile? “Dimentica che i nomi fatti da Gagliostro sono poi quelli dei due soggetti finiti in carcere per il rapimento e il sequestro… sicuramente il comportamento del mio cliente non è stato lineare ma sono state tante le pressioni ricevute dal mio assistito… Per quello che ho potuto verificare Pasquale Gagliostro è una persona attendibile”.

Perché Pasquale Gagliostro ha inviato queste lettere, perché insiste per essere sentito? “Tutti i soggetti coinvolti nel sequestro di Tommaso Onofri non sarebbero attualmente in carcere, Gagliostro sostiene che ci siano altri responsabili, legati in qualche modo alle persone già detenute”. Queste accuse sono state verificate? “Non è l’avvocato a dover decidere quali indagini fare, spetta agli inquirenti. L’impianto accusatorio è stato da subito consolidato e strutturato. Vuole forse sapere se Gagliostro avrà dei vantaggi, se sta cercando degli sconti di pena? No, assolutamente no. Non ha mai avuto né avrà alcun beneficio da questa storia. E ricordo che il mio cliente non ha alcuna ragione per mentire, non è infatti coinvolto in alcun modo nel sequestro”. Secondo notizie trapelate dalla procura di Parma, dove Gagliostro è stato sentito l’ultima volta, il movente sarebbe da ricercare in una partita di droga non pagata, i soldi del riscatto sarebbero serviti per saldare un debito pesante contratto con un’organizzazione che non permette sgarri. Il processo per l’omicidio e il sequestro del piccolo Tommaso è ancora in corso. Nell’udienza dello scorso 26 febbraio il legale di Antonella Conserva ha chiesto di acquisire una lettera del pentito Gagliostro, non solo, ha chiesto la convocazione del 47enne di Palmi. Richiesta rigettata. Perché? E che rapporti ci sono fra Gagliostro e Antonella Conserva… “Non so niente della natura dei loro rapporti e non seguo il processo. Posso solo dirle che alcuni dei verbali resi da Pasquale Gagliostro sono stati secretati tant’è che io non li ho mai visti né ne conosco il contenuto …”. Di certo in quei verbali ci sono altri nomi. I nomi di chi avrebbe organizzato il sequestro del piccolo Tommaso.

Raffaella Fanelli per il settimanale VISTO
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