La figlia si drogava e invocava Satana
Pubblicazione del 12/02/2009
Sanno delle droghe e della sua devianza nel satanismo. Mentre lei, che dimostra qualche anno in più dei sedici anni compiuti da poco, non riesce a dare alcuna spiegazione.
Anna frequenta un liceo classico nel quartiere San Giovanni.
A giugno, terminate le lezioni, comincia a uscire più spesso, e a fare sempre più tardi. Il padre, libero professionista, decide di dare mandato a un investigatore privato. È preoccupato, vuole sapere qual è il giro di amicizie della figlia. L'agenzia che ottiene l'incarico è «La segretissima». Ogni anno il titolare riceve oltre 30 casi di richieste analoghe. Tutti familiari che vogliono sapere di più. «Non è mancanza di fiducia - spiega Bernardo Ferro - È che i rapporti sono cambiati. Non si sa mai chi si ha davanti. Non si ha il tempo di conoscere bene i propri figli». Anche nel caso di Anna si tratta solo di sospetti. In casa non c'è una traccia, un segnale che possa far pensare a comportamenti pericolosi. L'agenzia prepara una squadra: alcuni operatori per il servizio pedinamento, altri, più giovani, pronti a frequentare gli stessi posti della ragazza senza destare sospetto. Ma le indagini, a un certo punto, si complicano: Anna frequenta un club priveè, dove sono ammesse tre categorie di soci e ai nuovi iscritti è permesso restare solo fino a mezzanotte e mezza. E così il detective, infiltrato, deve attendere mesi prima di scoprire cosa Anna, e le altre persone che frequentava, fanno davvero in quel locale da una cert'ora in poi. Quando la musica rock sale di intensità fino a diventare heavy metal e l'accesso è consentito solo a pochi soci.
Disinibiti, spregiudicati. Che si calano soprattutto pasticche, accompagnate da un mix di alcolici. E invocano Satana, intorno a un tavolo con davanti un libro nero.
È dicembre, dopo sei mesi la relazione del detective è sul tavolo del padre di Anna. Lui e la moglie chiederanno un supporto psicologico. Ora che hanno scoperto l'inimmaginabile, cercheranno di fare uscire la figlia da questa situazione.
Per farla tornare alla quotidianità dei suoi sedici anni.

Viviana Spinella
IL TEMPO
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