Se il nonno è in ansia e fa pedinare il nipote
Pubblicazione del 25/02/2009
Sono i nonni ad essere sempre più preoccupati della vita segreta dei loro nipoti. Trascorrono con loro i pomeriggi dopo la scuola, mentre i genitori sono a lavoro. Notano i cambiamenti dei ragazzini, subiscono i malumori e l'irascibilità dei loro atteggiamenti. Quattordicenni chiusi in se stessi.
E proiettati in un mondo che i familiari conoscono solo attraverso il racconto di tv e giornali. Senza più dialogo, l'unica soluzione è rivolgersi a qualcuno, a chi è in grado di seguire il nipote senza farsi scoprire. Riferire su dove va la notte quando non rientra e con chi è stato tutto quel tempo. E, soprattutto, se beve e fa uso di stupefacenti.

Cresce a Roma il numero di chi si rivolge a un investigatore privato per indagini su minori e droga. Dopo l'adulterio, è il campo che più impegna gli Sherlock Holmes di casa nostra. E i nonni hanno superato i genitori nelle richieste di intervento.

Le agenzie sponsorizzano servizi creati ad hoc, che spiegano rischi e pericoli fin nei minimi dettagli. «Difesa minori e antidroga», si legge in un volantino pubblicitario: «un servizio per tutti quei genitori che pensano che il proprio figlio possa correre pericoli di vario genere o essere entrato in loschi giri di droga». Tra gli annunci, c'è chi propone un «servizio di osservazione specifica e mirata con riferimento ai fenomeni di devianza giovanile e sui comportamenti sospetti (droghe, amicizie deviate)». Un investigatore privato, più esplicito, scrive nel proprio sito internet: «I tuoi figli tornano tardi? Temi che si possano drogare?

Prevenire significa risparmiare molto ed evita problemi futuri con la legge e nel lavoro. Hai dubbi sulle amicizie e sulle persone che frequentano i tuoi figli? Ricordati che la droga e la delinquenza sono pronte ad approfittare della debolezza dei giovani». Ma quanto è diffuso questo fenomeno? «Abbiamo registrato un aumento di richieste di investigazioni direi del 400 per cento negli ultimi due anni», spiega Miriam Tomponzi, titolare della «Miriam Tomponzi Investigations».

«Con un incremento soprattutto nel periodo estivo, subito dopo la chiusura delle scuole» spiega Bernardo Ferro, titolare dell'agenzia «La Segretissima».

I figli pedinati hanno dai 12 ai 16 anni. Spesso ci sono cambiamenti improvvisi nei loro comportamenti alla base della scelta del genitore. Altre volte, invece, basta la paura di chi teme i pericoli dell'esterno. E tra i nonni l'intenzione è quella di voler essere certi di un reale pericolo nella vita del nipote prima di segnalarlo ai genitori: «Tra alcol e droghe, e con tutto quello che si vede in tv, la preoccupazione è inevitabile», spiegano gli investigatori.

«Gli anziani poi non vogliono far dispiacere inutilmente i loro figli». E spesso le indagini investigative confermano i timori dei committenti: «Ne ho fascicoli pieni - continua Bernardo Ferro - Tante altre volte, invece, i sospetti non trovavano alcun riscontro». E ci vogliono almeno tre sabati notte di seguito per consegnare le prove, con appostamenti che cominciano dal pomeriggio e finiscono all'alba, quando i ragazzi rientrano a casa. Con operatori giovani, ventenni, infiltrati nelle discoteche per non destare sospetti, ed altri, più grandi, che effettuano pedinamenti ad ampio raggio.

«Dopo Milano, e Napoli per altri versi, a Roma c'è l'emergenza droga più forte, sia nelle scuole private del centro che in quelle pubbliche delle periferie - spiega Miriam Tomponzi - Per non parlare dei locali, dove troviamo questi ragazzini deglutire, insieme, pasticche e bevande a base di taurina».

Viviana Spinella (Il Tempo)

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