CASSAZIONE: E' MOLESTIA SE AMANTE RIVELA INFEDELTA' CON SMS
Pubblicazione del 16/07/2009
ROMA - In passato era la lettera anonima: consonanti e vocali ritagliate dal giornale e sapientemente messe in fila per far sapere, a chi ne avrebbe fatto magari volentieri a meno, che il marito (o la moglie) se la spassava in letti diversi da quello coniugale.

Oggi la delazione si fa in maniera più veloce: un sms e la tresca è svelata. Ma con i tempi sono cambiate pure le conseguenze della spiata. Ne sa qualcosa Graziella A. che per la sua smania di far sapere alla "rivale", la legittima compagna del suo amante, che in quel menage erano almeno in tre si è beccata una multa per molestie.


La Cassazione, infatti, ha confermato la multa di 300 euro nei confronti di una donna calabrese di 36 anni, Graziella appunto, che in tre giorni aveva inviato cinque sms all'antagonista in amore, Franca M., rivelando a quest'ultima di avere una relazione con il suo convivente. Graziella, nei messaggini, aveva anche riferito alla povera Franca giudizi poco lusinghieri che il suo convivente aveva espresso sul suo conto.


Con scarsi risultati, in Cassazione, l'imputata si è difesa sostenendo che Franca era già a conoscenza dell'intrigo amoroso clandestino e dunque non c'era nulla di molesto in quegli sms che esprimevano "fatti già noti" oltre a opinioni espresse dall'uomo conteso. Insomma, era soltanto una sorta di certificazione per superare il "si sa ma non si dice". Ma con i giudici della Suprema Corte (con la sentenza 28852) questa tesi non ha retto: hanno confermato la condanna emessa dal tribunale di Castrovillari (Cosenza) l'11 giugno 2008.


Si sono mostrati, tuttavia, comprensivi confermando a Graziella la sospensione condizionale della pena pur ritenendo che possa essere molesto l'invio di soli cinque sms in tre giorni (come aveva fatto Graziella che ne aveva inviati cinque a Franca dal 29 al 31 luglio 2007). Anche la Procura della Suprema Corte aveva chiesto il rigetto del ricorso della 'molestatrice'' che quindi dovrà pagare anche 1000 euro alla Cassa delle Ammende. Non è certo la prima volta che la Cassazione si occupa di amanti e non è escluso che qualche fedifrago possa trarne spunto.


Mai scrivere, ad esempio, un bigliettino amoroso alla propria moglie se poi si ha intenzione di tradirla: la Cassazione ha, infatti confermato che la "corrispondenza domestica" tra marito e moglie, fatta di bigliettini romantici attaccati al frigo o frasi sdolcinate, prova che nella coppia c'é armonia e dunque se poi compare un'amante il marito non può difendersi sostenendo che la tesi coniugale era già iniziata da tempo.


Via libera,invece,al marito "investigatore": Il cortile di casa, anche se 'luogo di privata dimora', se è visibilé "liberamente dagli estranei, senza particolari accorgimenti", non rientra nella tutela del domicilio; per questo se qualcuno fotografa una coppia di amanti intenti a scambiarsi effusioni proprio lì, non si tratta di "interferenza nella vita privata". Lo ha stabilito la Suprema Corte analizzando il caso di un marito modenese che, sospettando la relazione extraconiugale della moglie, l'aveva seguita e fotografata col presunto amante mentre questi si trovavano nel cortile di casa
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