Microspie negli uffici delle Asl: indagato investigatore abusivo
Pubblicazione del 25/06/2010

Bonifiche e microspie. Una specie di investigatore privato, appalti strani e forse anche intercettazioni abusive. Le indagini della procura di Bari sulla pubblica amministrazione si arricchisce di un nuovo fascicolo, a forti tinte gialle: una storia che nasce come corollario di quella principale sul "sistema criminale" che avrebbe gestito in questi anni la sanità ma che potrebbe presto diventarne un capitolo fondamentale.


L´inchiesta è sul tavolo del sostituto procuratore Teresa Iodice ed è condotta dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. Il punto di partenza è uno strano personaggio, Antonio Coscia, il cui nome è iscritto nel registro degli indagati con l´accusa di esercizio abusivo della professione di investigatore. L´uomo è un imprenditore foggiano: la sua azienda individuale, la A. C. Elettronica con sede a Lucera, in provincia di Foggia, comincia a lavorare con la Asl della capitanata nel 2008 grazie agli ottimi rapporti di Coscia con uno dei sub commissari. ? così che l´azienda comincia ad avere, per lo più in affidamento diretto, una serie di appalti per la sorveglianza elettronica di alcuni ospedali (a San Severo, per esempio o ad Apricena).


Il problema nasce però qui. Coscia, sospettano gli investigatori, non si occuperebbe soltanto di sorveglianza. Ma di sicurezza più in senso lato: si offrirebbe infatti di effettuare bonifiche da microspie negli ambienti di lavoro oppure di verificare la presenza di spyware (i programmi spia) sui computer e all´interno dei sistemi informatici.


Coscia però si spaccia come un uomo molto informato. Gira per gli ospedali della Capitanata spacciando notizie "riservate", per accreditarsi al management locale quello che succede negli uffici delle Asl (e spesso ci azzecca), è collettore di pettegolezzi ma anche di informazioni delicate, spesso riesce anche ad anticipare le mosse di alcuni quotidiani. ? proprio per questa sua caratteristica - «sa sempre un sacco di cose» - che uno dei vecchi subcommissari della Asl di Foggia lo presenta ad alcuni vertici della Regione. Coscia si vede spesso anche in presidenza, porta sempre sotto braccio dossier (probabilmente finti) e, come suo solito, fa vedere a garanzia del suo lavoro un sito Internet criminologia.org (diretto da un tale professor Marco Strano) dove si parla di lui come un esperto di «tecnologie investigative» e «tecnologie per la sicurezza». Anche in questo caso si offre per alcune bonifiche ambientali ma a quanto sembra gli viene risposto picche. Non fanno altrettanto alla Asl di Bari.


A Coscia, più di un anno fa, viene dato un appalto per 15mila euro senza gara, in affidamento diretto. Il suo compito, sulla carta, sarebbe quello di controllare ed eventualmente bonificare i computer. Ma il sospetto degli investigatori è che in realtà a Coscia venga chiesto altro (una bonifica degli ambienti) o che comunque lui faccia altro (piazzi cimici). Da qui la decisione di acquisire tutta la documentazione, ascoltare alcune persone (compresa l´ex direttore generale della Asl, Lea Cosentino) e iscrivere il nome di Coscia nel registro degli indagati. Le indagini però non sono affatto concluse. Anzi, potrebbero riservare colpi di scena.( Giuliano Foschini )


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