SEXY RICATTO ALLA DIPENDENTE INCINTA: "VATTENE O DIAMO VIDEO HOT A TUO MARITO"
Pubblicazione del 29/10/2012
TREVISO - Un ricatto a luci rosse per farla dimettere, perché incinta, e con un contratto a tempo indeterminato appena firmato. Tanto è bastato ad una dipendente del trevigiano a far scattare da parte dei datori di lavoro un ricatto a luci rosse per indurla al licenzimento. Secondo la procura gli imprenditori Alvise Dozza, 44 anni, e Roberta De Conto, 56 anni, insieme al detective privato Marco Milillo avrebbero messo in atto l'estorsione ai danni della donna, che non ha esitato a denunciarli. I tre sono stati rinviati a giudizio e negano la condotta scorretta.

Da quanto emerso dalle indagini della procura, sarebbe stata in particolare la De Conto a infierire sulla dipendente. L'imprenditrice avrebbe detto alla donna di essere in possesso di foto e filmati talmente compromettenti da mettere a rischio il suo matrimonio, proprio nel momento in cui la donna aveva annunciato la gravidanza.

Ma il ricatto non ha fatto presa sulla vittima, che ha denunciato i titolari e l'investigatore privato. I difensori dei tre sostengono che «Il detective non c’entra e ci sono delle registrazioni a testimoniarlo. Qui siamo di fronte a una controversia prettamente civilistica, da giudice del lavoro che è stata fatta diventare penale. Tutto nasce da un contratto a tempo determinato diventato, dopo due rinnovi, a tempo indeterminato».

E aggiunge: «Dopo 24 ore dall'ultimo rinnovo la dipendente ha chiesto di stare a casa perché era incinta. A quel punto la ditta ha ingaggiato il detective che, amico di famiglia della donna che doveva pedinare, ha cercato di dare una mano per appianare la controversia. Ma così è finito sul banco degli imputati, ma è estraneo a qualsivoglia condotta estorsiva».


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