Corte dei conti: anche la P.A. può usare gli investigatori privati
Pubblicazione del 24/06/2016
I decreti attuativi approvati recentemente dal Consiglio dei Ministri al fine di regolamentare le azioni di prevenzione e contrasto degli illeciti ad opera dei dipendenti pubblici c.d. «furbetti» hanno sottolineato, accanto alla responsabilità del «furbetto», anche quella del suo dirigente. Fonte: www.StudioCataldi.it

La sentenza n. 36954/2016 pronunciata dalla Seconda sezione giurisdizionale centrale d'Appello della Corte dei Conti di Roma e depositata il 22 gennaio scorso, riconosce legittimo ingaggiare una società investigativa al fine di verificare l'effettiva esistenza di comportamenti illeciti di un dipendente anche nel settore pubblico.
In primo grado, la Corte dei Conti aveva riconosciuto la responsabilità amministrativa in capo al dirigente, condannandolo al pagamento del risarcimento del danno causato all'erario. Il Collegio di appello invece ha riconosciuto l'infondatezza della domanda risarcitoria introdotta dalla Procura territoriale ed ha assolto il ricorrente.
La Corte ha anche confermato il valore probatorio delle indagini private nel contrasto alle infedeltà aziendali ad opera di dipendenti, anche pubblici. Nella sentenza si legge che il ricorso all'agenzia investigativa privata ha "condotto il giudice del lavoro a confermare la legittimità della sanzione disciplinare e, quindi, condannare il dipendente infedele al risarcimento dell'intero danno cagionato alla società"
 
 
Fonte: Corte dei conti: anche la P.A. può usare gli investigatori privati 
(www.StudioCataldi.it) 
 


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