Il caso Telecom e il settore dell'Investigazione
Pubblicazione del 15/08/2006
Telecom è una grande realtà economica, tecnologica, scientifica, occupazionale, che interessa settori delicati della vita nazionale. Va trattata con rispetto ed attenzione. Il punto che ci riguarda è quel settore dell'informazione che può essere utile a fini investigativi.
Dall'inizio della nostra storia è un settore in Italia di estrema delicatezza: il primo scandalo in proposito risale ai tempi della SIP, quando il più noto investigatore privato di allora, Tom Ponzi, fu arrestato e processato. Dirà più tardi in un'intervista, a proposito di Eugenio Cefis, prima presidente dell'ENI, poi della Montedison, maggiore azionista del Corriere della sera, eccetera: "Trovai le microspie nei telefoni del suo ufficio, nelle librerie, negli archivi. Lui mi chiese di fare altrettanto quando scoprii gli autori. ...Può darsi che i telefoni delle procure e del Quirinale fossero controllati, ma se li spiavano tra loro, fra gruppi di potere". Tanto negli anni settanta. E oggi, con le tecnologie di oggi?
Il caso Telecom è complicato da mille fattori, che vanno da Telecom Serbjia a quando il 21 agosto 2001 venne trovata una microspia sull’auto dell’amministratore delegato di Telecom. Fanno grande parte del giallo una misteriosa telefonata partita da una utenza riservata della Presidenza del Consiglio dei ministri (Sisde) e le attività particolarmente invasive della Kroll Investigations, in Brasile e in Italia. Addirittura la Kroll Investigations viene pubblicamente accusata di avere usato metodi illegali contro Telecom, eppure ha rapporti con alcune delle nostre massime autorità e con i massimi organismi ufficiali dello Stato italiano, anche su aspetti di grande delicatezza, come nel caso delle indagini sul crack Parmalat.
Telecom ha fatto pubblicare sui quotidiani, venerdì 17 febbraio 2006, un'inserzione che sottolinea l’estraneità “a certe strutture e società", e soprattutto avverte di essere pronta ad agire "a termini di legge contro chiunque insinui o affermi un ruolo della società nelle attività delle intercettazioni diverso dal puro collegamento delle linee" e che "comunicherà a mezzo stampa le eventuali azioni legali che saranno intraprese". Questa iniziativa (e varie altre) seguiva le sempre più sorprendenti notizie relative a dirigenti della Security di Telecom (dove c'era il Cnag), sospettati di aver talvolta lavorato in proprio e senza autorizzazioni della magistratura.
Definitivo quanto dichiarato pubblicamente da Emanuele Cipriani il 2 giugno 2006 a proposito della straordinaria somma di 11 milioni di euro che gli erano stati sequestrati all’estero dalla magistratura milanese: “Quel denaro è mio. L’ho guadagnato con il mio lavoro, che è stato sempre riconosciuto come eccellente. Forse il migliore che era possibile reperire sul mercato italiano. Non ero un investigatore con gli occhiali neri e la macchina fotografica al collo che si dà da fare per documentare tresche e corna”.
Le attività di Cipriani rinviano a quelle di Giuliano Tavaroli, ex capo della sicurezza Telecom, e di Marco Mancini, ex numero due del Sismi. Cipriani, Tavaroli, Mancini: tre ragazzi cresciuti insieme, sconosciuti al grande pubblico, che in tre organizzazioni diverse hanno dominato per un periodo importante il mercato delle informazioni in Italia. Tre persone che affrontano anche vicende giudiziarie assai complicate. E’ una storia Telecom; è la storia della nostra inadeguatezza istituzionale, come sistema paese.
Inquietante quanto fu osservato nell’imminenza delle elezioni politiche del 2006 (quelle dei 20.000 voti in più o in meno): “affidare a EDS, Telecom Italia e Accenture lo scrutinio elettronico di 11 milioni di voti di 12.680 sezioni per poi trasferirli al Ministero dell'Interno, non è che ci fa dormire tra quattro cuscini.
… è la società coinvolta in presunti brogli elettorali, Telecom Italia si è distinta per le intercettazioni illegali operate su centinaia di innocentissimi utenti e Accenture è la società coinvolta nello scandalo dei brogli elettorali in Florida. Allora si chiamava Andersen Consulting e collaborava a certificare i bilanci falsi della Enron”.
Il caso Telecom, come quelli di Abu Omar e di Pio Pompa, insegnano che è indilazionabile in Italia una riforma importante nei settori della sicurezza, delle investigazioni, delle intercettazioni. In particolare, ci vorrebbe una ridefinizione della missione dell'intelligence in un mondo sempre più disordinato e pericoloso (il nuovo mondo rivelato dall'11 settembre); una nuova legge (che per esempio ridefinisca le garanzie funzionali, riprendendo il disegno di legge Frattini della scorsa legislatura); una nuova struttura (nata dall'accorpamento di Sismi e Sisde); gente nuova (trasferendo i raccomandati e i nipoti dove possono fare meno danni); una nuova mentalità (apertura al mondo esterno e ai controlli, in maniera da non ripetere casi come questi.
Ci sono stati in Italia uomini e tempi dell'intelligence come quelli rappresentati dall'ammiraglio Martini. Una nuova stagione può e deve ricominciare, che coinvolga la parte operativa, quella programmatica, quella formativa dell'intelligence. I progettati attentati di Londra, 10-8-2006, dovrebbero insegnare molto in tal senso. E' questa la lezione di una crisi profonda del settore.

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