Truffe on line in barba alle società finanziarie
Pubblicazione del 20/08/2006
Sgominata dagli inquirenti della PolPost di Pescara una banda di arguti truffatori che per oltre un anno e mezzo avrebbero truffato diverse società finanziarie nonchè diversi utenti di eBay.

"Easy cars", il nome dato all'operazione dagli investigatori, coordinati dal vice questore aggiunto Tomassina Monaco, che hanno fatto scattare le manette intorno ai polsi di quattro persone, mentre una quinta sarebbe latitante all'estero.

La gang avrebbe avuto, secondo le prime indiscrezioni giornalistiche, ben due, diciamo "oggetti sociali".

Da un lato si sarebbe specializzata nel vendere prodotti on line su eBay, facendosi pagare su carte ricaricabili del circuito PostePay, senza mai consegnare, in realtà alcunché ad alcuno.

Dall'altro, molto più ingegnosamente, i cinque sarebbero stati in grado di ricevere danaro da società finanziarie fornendo documentazione assolutamente falsa.

Il tutto per acquistare e rivendere automobili, senza poi restituire le somme ricevute alle finanziarie.

Secondo quanto riportato da un corrispondente de "il Tempo" di Roma, quotidiano sempre attento alla cronaca della vicina regione abruzzese, "per realizzare i documenti d'identità falsi, necessari per ottenere prestiti dalle società finanziarie e per il rilascio delle carte Postepay, il gruppo si rivolgeva ad alcuni soggetti compiacenti che "prestavano" le proprie sembianze in cambio di una ricompensa. A queste persone veniva attribuita un'identità fasulla e consegnate buste paga false, rilasciate da altrettanto falsi datori di lavoro, con ragioni sociali realmente denunciate presso le Camere di Commercio e numeri di telefoni veri ai quali rispondevano persone ben addestrate" (cfr. http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=1008627&Sectionid=8&EditionId=6)

In realtà molti aspetti restano ancora poco chiari: come abbiano fatto, infatti, gli arrestati a truffare in maniera così smaccata le finanziarie è certamente indice della discreta approssimazione con la quale vengono coltivate le pratiche di finanziamento nelle nostre finanziarie (almeno, in determinati casi).

In secondo luogo, non si capisce come abbiano fatto i cinque a truffare utenti su eBay, eludendo così il sistema dei feed back, creato apposta affinchè gli utenti segnalino -emarginandoli di fatto- i venditori truffaldini che frequentano l'asta.

Del resto, non è stato reso noto nè il valore delle somme sequestrate al gruppo, nè una stima del giro d'affari illegale che i cinque avrebbero realizzato.

Precisa il lungo articolo de Il Tempo, infatti, "tredici perquisizioni domiciliari, che hanno portato al sequestro di documenti falsi, richieste di finanziamenti avanzate da soggetti inesistenti, buste paga contraffatte, certificati di proprietà di autovetture, strumenti utilizzati per creare documenti falsi".


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